Avevo Un Piano

Avevo un piano.

Beh, di fatto, se vogliamo essere precisi, io ho un piano. Verticale, color mogano, Russo, dei primi anni ’70. L’ho fatto accordare all’inizio del Marzo scorso, giusto pochi giorni prima di scegliere di far esplodere il mondo intorno a me. Esplodere? Forse implodere sarebbe termine più appropriato dato che, alla fine, tutto mi si è accartocciato addosso e ha preso fuoco, per poi incenerirsi e ricoprirmi di fuliggine, nera, spessa, densa come pece.

Avevo un piano, dicevo. Ed era chiaro, limpido, cristallino quasi. Impresso nella mia testa con l’attenzione a tutti quei piccoli dettagli che sono fondamentali alla riuscita di un buon piano. E lo era, buono o, almeno, io mi ero convinta che lo fosse. E non poteva andar male. No! Non era ammissibile che nulla andasse diversamente rispetto a quanto io mi ero prefissa. Anni, mesi, settimane, giorni, ore, perfino minuti si erano dovuti assoggettare ad essere organizzati nel calendario degli avvenimenti presenti e futuri del mio vivere. Solo, non avevo fatto i conti con l’unica variabile che avrebbe potuto mandare all’aria tutto, fregandosene di elenchi e schede, e ordinate file di accadimenti già preconfezionati da tempo: io.

Perché io sono troppo abituata a destrutturare le cose, a scarnificarle per arrivare a mostrarne l’osso, a farne schegge appuntite e, poi, a ricomporle per dar loro forma ed essenza nuove di zecca; e mi accanisco con sadico piacere, nel farlo.

Ed è per questa mia insana capacità di distruggere anche l’apparentemente indistruttibile che quel giorno di fine Marzo, che faceva freddo (e avrei dovuto capirlo, dal freddo che faceva), mi sono ritrovata lì, in un parcheggio di un grande, anonimo centro commerciale, a contare sulla punta delle dita ciò che rimaneva del mio piano; e il risultato, sebbene io provassi e riprovassi con tutte le operazioni matematiche possibili, dava sempre zero; ed era tondo, chiuso, finito.

E andrebbe bene così, in fondo, che mi costringo a reinventarmi l’essere. Se non fosse che ancora mi ritrovo a pensarci che io, sì, io, l’avevo un piano.

Annunci

3 pensieri su “Avevo Un Piano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...