Perché non mi diverto

Non mi diverto perché non ho più cinque, sei, dieci anni, che c’era il giardino, i giochi di bimba con gli amici, l’altalena appesa all’ulivo e si faceva a gara a chi toccava il cielo o quella nuvola, la vedi? Quella che se la prendi te la puoi mangiare e sa di soffice, di limone; e c’era l’albero di gelsi neri che ti ci arrampicavi sopra e i fichi, dolci come tutte quelle parole che pensavi ti saresti sentita dire, un giorno, e invece…

Non mi diverto perché, io, ci credevo a tutte quelle storie sull’Amore vero di cui cianciavano le altre ragazzine, ma poi pensavo “no, non per me, figurati, mica me lo merito!” e infatti è andata a finire com’è andata a finire. Che poi mia madre, tanto, me lo urlava in faccia sempre il mio destino di rimanere sola per via di questi stramaledettissimi spigoli che mi porto addosso, e dove mi giro pungo. Come se, ne rido e ne piango tutte le conseguenze, il mio non essere morbida, rotonda e burrosa, non fosse dipeso allora, o non dipendesse oggi, minimamente dall’aver urtato mille e mille volte i suoi, di spigoli.

Non mi diverte il modo in cui spero (ci spero ancora qualche volta, sai?) che il tempo mi renda giustizia di tutto quel che mi è mancato, che poi verrebbe da chiedersi cosa mi manchi esattamente, ora, eppure manca e non oso nemmeno pronunciarne il nome. Eppure vorrei smettere e trovare pace nell’assenza di domande che aspettano risposte, che null’altro sono se non altre domande e via così, di malinconia in malinconia, di vuoto in vuoto, di sera che diventa notte, poi alba, poi giorno, poi nuovamente sera e c’è tutto questo buio che mi conforta, mi culla, mi seduce, mi uccide; e di rotondo rimane ancora, in questo immenso mare di spigoli acuminati, solo il cerchio dentro il quale ho confinato la me che non sa bene ciò che è, ma sa perfettamente cosa non fa.

E dunque no, non mi diverto; guardo la faccia spenta che ghigna feroce nello specchio e non sorrido.

Ma, ora, ora sì che è tempo. È tempo di farlo in mille pezzi, il maledetto specchio.

 

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10 pensieri su “Perché non mi diverto

  1. Neanche io mi diverto Simona.
    Non mi diverto quando ci sono persone che si divertono alle spalle degli altri.
    Non mi diverto quando le persone giocano con i sentimenti altrui.
    Non mi diverto quando le persone si divertono a giocare con parole che hanno un peso (non indifferente).
    Non mi
    Diverto quando le persone tendono a scaricare le proprie responsabilità sugli altri.
    E no, non mi diverto nemmeno io.
    (Cmq bell’articolo :))

  2. non scegliamo di nascere spigolosi e anche se li smussiamo ricrescono piú aguzzi di prima.. esiste una nostra metà da qualche parte, altrettanto spigolosa o pronta a farsi pungere delle nostre estremità non rotonde..

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