Dissertazioni sull’arte (2009)

Non amo cercare definizioni per il termine arte. Per quanto mi riguarda arte è il tutto e il nulla. Posso solo dire, in merito, che tutto ciò che personalmente creo non è mai frutto di piani o ragionamenti fatti a tavolino. Sono una musicista che ha scelto di rappresentarsi attraverso la forma espressiva della multimedialità e in tal senso tutto ciò che realizzo è frutto, sempre, dell’urgenza di portare fuori da me qualcosa che di tanto in tanto in me nasce, fluisce attraverso le mie mani, per tradursi poi in forma concreta. Sono consapevole (almeno credo) di avere la rara capacità e fortuna di poter rendere visibili sensazioni spesso, per definizione, prive di forma. Sono però altrettanto convinta che la ragione abbia un proprio ruolo ed entri in gioco nel momento in cui ciò che viene da me debba divenire comunicativo; e quando parlo di comunicazione non necessariamente intendo nei confronti altrui. Spesso, molto spesso, diventa fondamentale riuscire a comunicare a se stessi ciò che non si riesce a esprimere compiutamente, se lasciato muoversi soltanto a livello inconscio. Ritengo quindi che note, segni, parole, siano solo un medium per dirsi, dire, qualcosa e quindi credo che così come fin dall’infanzia il mezzo artistico si è rivelato essere il più naturale per me, è altrettanto vero che avrei potuto esprimermi mediante studi scientifici, ricerche umanistiche e così via, senza per questo sentirmi privata di qualcosa o menomata nel mio percorso espressivo. La progettualità e sistematicità fanno dunque parte di un insieme inscindibile, fatto di dimensioni oniriche e realtà tangibile (e a dirlo è una persona che coniuga da sempre la propria irrazionalità con altrettanta matematica razionalità); ad ognuno di noi è data poi la possibilità di utilizzare i propri mezzi comunicativi più o meno consapevolmente. Non mi sento in grado, per questi motivi, di dire che un metodo sia più valido di un altro, né potrei mai scegliere di seguire qualcosa che si allontanasse troppo da ciò che il mio istinto, di volta in volta, mi suggerisce affinché un lavoro venga alla luce.

Questa piccola dissertazione fa parte di un discorso molto più ampio, relativo a un progetto creativo condiviso, realizzato a più mani, teste e modalità espressive nel  2009. La riporto qui ora perché, da allora ad oggi, il mio modo di sentire il “mezzo arte” non è cambiato.

Forse è solo invecchiato. Come me, del resto.

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6 pensieri su “Dissertazioni sull’arte (2009)

  1. “Non mi sento in grado, per questi motivi, di dire che…”
    Neppure io mi sentirei in grado di dirle che…
    Ho apprezzato molto questo tuo dissertare sull’arte.
    🙂
    gb

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