A

Scegli un nome.

Qualsiasi esso sia, scegli un nome e poi donalo a me. No anzi, non regalarmelo, attaccamelo addosso ma non come si fa con gli adesivi, le etichette che, per quanto bene tu possa appiccicarli su qualsiasi superficie, poi la colla ha la pessima abitudine di seccarsi e va a finire che si staccano e, se accadesse, non saprei mai più chi sono, non per te.

Scegli un nome, una parola, un significato che sia ciò che mi vedi dentro agli occhi quando ti guardo, dentro alla bocca, tra le parole che rimangono impigliate in mezzo ai denti mentre non dico nulla e ti sorrido; oppure ogni volta che, a mani strette tra le mani, temo che tu molli la presa e di scoprire quanto tutto questo mi manchi all’equilibrio che di per sé ho precario in una vita, altalena, che si diverte a farmi scherzi inutili, cattivi, e ride di me, di ciò che non comprendo e non ho mai imparato ad accogliere, ad ascoltare, ad accettare né mai, mai riuscirò.

Sceglilo, adesso, prendilo e sgranane tra le dita ogni lettera per poi ricucirle tutte, una ad una, sulla mia pelle in modo che mi resti di quel nome anche il dolore. Perché ricorda: gli aghi sanno far male dentro un cuore nudo e lasciano cicatrici che no, non le puoi più guarire nemmeno se ti affidi al migliore tra i chirurghi d’anime.

Scegli e abbine cura perché in fondo a ogni scelta, se la guardi bene, dovresti poter vedere quanto di ciò che hai dentro si è trasferito in me e quanto, da me, hai ricevuto.

Sceglilo con la A, che inizia l’alfabeto e anche perché mi piace, lei, e quel suo lasciarmi in bocca il sapore degli inizi e dei finali tragici che, sai, mi sono cari. Ma non preoccuparti di estenuanti ricerche e del dover arrotolare pensieri su pensieri stanchi: affinché ti sia più lieve il compito, te ne lascio qui alcuni che, se li ascolti bene, hanno un bel suono rotondo e schioccano al palato:

attesa, abbandono, antro, abisso, attenzione, afflato, anelito, amicizia, amore, avvertimento, apertura, arrivederci, addio, asimmetria, asincronia, àncora, antipatia, approdo, allucinazione, ansia, avvicinamento, allontanamento, attimo, avventura, aria, abitudine, astio, asperità, apprensione, apatia, appuntamento, atrofia, affinità, assenso, atrocità, anossia, affetto, atarassia, acromia, assenza, asintonia, aritmia, astinenza, assurdità, aridità, accortezza, alienazione, anemia, abuso, alterazione, ascolto, amplesso.

Tante, dirai, forse troppe parole; alcune, lo so bene, fanno quasi paura. Eppure in mezzo a queste, e anche a molte altre, c’è il nome che ho dato a te. L’ho scelto già da tempo e non mi è mai cambiato in pancia, in testa, in gola: seppure e nonostante; malgrado e tutto sommato; a conti fatti, pagati e non pagati.

Sceglimi tu un nome, adesso, poi non me lo dire; che tanto i nomi servono giusto a caderci dentro e sentirsi sicuri che ciò di cui siamo fatti sono anche le parole che ci teniamo in braccio, strette vicino al seno a cullarle come bimbi e loro proprio no, non possono scappare.

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