Unico

L’amore non lo scegli, dicono: lui ti s’impiglia lì, tra cosce e denti, come una ragnatela che t’avviluppa cuore e sensi e non ti lascia spazio per lottare.
L’amore non lo doni, dicono: ti viene strappato fuori dalle viscere senza che tu lo possa controllare, senza lasciarti fiato per rispondere ai mille perché, ai come, ai quando ti è accaduto di non essere più tua.
L’amore non ha regole, mi dicono: si nutre d’esclusive incontrastabili dalle tue stesse scelte, del regalarti tutto ciò che non immaginavi di poter provare, di ciò che al desiderio di libertà oppone i suoi legami indistruttibili a dispetto del mondo, della distanza e di te.
L’amore rompe gli argini del quotidiano appartenere alla strada che percorri, ti trascina dentro vicoli ciechi d’assenza d’ogni limite, ti amplifica pulsioni e orgasmi: poi, mai del tutto pago, ti chiude dentro scatole a giocarti come pedina inerme, priva di volontà e di forze, una partita a scacchi che il tuo destino è perdere.
L’amore uccide l’io, illudendoti di un noi che spesso hai solo dentro, mentre il fuori ti fotte, abusandoti la carne perché lui sa, sì che lo sa, quanto tu ne abbisogni.
L’amore resta amore, dicono: anche quando ti è negato e tu, comunque, lo vivi; anche quando lo sai che farà male eppure quasi lo mendichi quell’amore che, comunque sia, sarà per sempre amore: unico e irripetibile, come sa essere ogni amore che possa dirsi amore.

Unico, fino al prossimo amore.

Ph: Simona Minniti

 

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