Di me

Se io ti amassi adesso, dimmi, di me cosa sarebbe?
Se io potessi essere cuore per una volta, una soltanto, e questa testa salda sulle spalle, ricolma di emozioni che non so mai pronunciare, rigida sopra un collo che s’infigge su ossa, orgoglio e labbra strette io la lasciassi a sgretolarsi come sabbia a scorrermi dentro il petto, bruciarmi il sangue, gli occhi e la saliva: dimmelo, se lo sai, che cosa mi accadrebbe.
Se fossi tua giusto per un istante, quello che ha sufficiente forza per annullare tempo, e spazio, e vuoti, e buio e nebbia densa di rimpianto e di paure dimmi: tu, di me, cosa faresti?
Perché io, sai, io non ho memoria di fuochi che una volta accesi si spengono senza lasciare traccia su terra, prati oppure corpi e quindi ora ti chiedo: se vuoi che tragga fiato dal tuo fiato, nome dal tuo nome, abbandono dall’abbandono, resa dalla tua resa, se devi riscaldare il gelo che mi rende forte infiammami e insegnami a bruciare.
Però prima di tutto questo, prima di possedermi, prima del prima, di ogni prima, dimmelo ti prego: quando mi sarai dentro, distrutte le barriere, a scavalcarmi pelle, muscoli, nervi e sensi, cosa ti prenderai di me?
Quanto, di me, diventerà il tuo pasto?
A me, di me, quanto ne resta?

PH: Simona Minniti

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