Unico

L’amore non lo scegli, dicono: lui ti s’impiglia lì, tra cosce e denti, come una ragnatela che t’avviluppa cuore e sensi e non ti lascia spazio per lottare.
L’amore non lo doni, dicono: ti viene strappato fuori dalle viscere senza che tu lo possa controllare, senza lasciarti fiato per rispondere ai mille perché, ai come, ai quando ti è accaduto di non essere più tua. Continua a leggere

Tu cosa ne pensi?

Chissà cosa ne pensi di quest’accenno d’orizzonte che, se solo provi a toccarlo, si dissolve in mille rigurgiti di giorni spesi a rimanere fermi, mentre, da lontano, ci guardavamo come se fossimo noi l’orizzonte stesso.
Chissà cosa ne pensi di quest’ogniddove che macera dentro i quando appesi lì, quasi mollette da bucato pronte da stenderci su bene i sentimenti sporchi e poi rilavati a nuovo: ma bada che sia bene vero, altrimenti poi si stropicciano e va a finire che tocca stirarli e io le odio, lo sai, le cose stiracchiate. Continua a leggere

Il modo in cui

Il modo in cui

Il modo in cui ti amo è feroce: feroce come quando due paure s’incrociano per strada e scelgono di muoversi con passi, e ritmi, uguali; come quando annusi per la prima volta, forte, il profumo di una pelle sconosciuta eppure lo sapevi che si mischiava al tuo perfettamente; come quando una sull’altra singole membra combaciano per una qualche inspiegabile magia, e questo incastro d’ingranaggi umani nemmeno immaginavi che potesse esistere. Continua a leggere

Contro

contro

Remo contro:

la corrente, le avversità, i dubbi, le certezze, la nuova (a)morale 2.0, i diritti negati, i soprusi, gli avvocati del diavolo, i santi in paradiso, i cd che costano troppo, i dvd introvabili, i lettori audio/video troppo cari, quelli a basso costo che non funzionano mai, la gara a chi ha più figo il cellulare, la negazione che la tecnologia sia ormai fondamentale, l’asservimento totale alla tecnologia stessa.

Remo contro l’amore che non è vero amore, l’amicizia che non è solo amicizia, le mutande che sporgono dai jeans, le minigonne giro passera, le facce imbellettate al mare, i gioielli  e i tacchi fuori luogo, le lingue in bocca che tanto ormai lo fanno tutti, anche chi non si vuole veramente, il sesso senza preliminari, il culo in mostra, le tette troppo al vento, i reggiseni troppo difficili da slacciare e quelli troppo facili, gli sguardi distratti, quelli cattivi, quelli troppo lascivi (che la lascivia non è intraprendenza, è lascivia e basta), le fighe di legno, quelle di burro, le palle troppo mosce e i cazzi troppo duri senza cervello intorno, l’abitudine alienante, la trasgressione forzata, il conformismo ammuffito, l’anticonformismo forzato. Continua a leggere