Raccolta miei aforsmi #7 Maggio 2020

Maggio2020

  • ✔️ “È stato bello, oggi: da cuore in gola che senti le vene tremarti dentro i polsi; da quanti vecchi amici perduti e ritrovati, che la vita, lo sai, si prende tanta roba e te ne restituisce ben poca;
    è stato bello da siamo ancora qui, ci siamo forte, tutti, noi non ci arrendiamo; da ci sono cose che quando accadono tu sorridi e sei parte di un universo immensamente grande, immensamente immenso;
    è stato bello da ci sono cose che te le fa solo una passione inestinguibile: quella che lei ti nutre, lei ti disseta, lei ti appaga e non ti tradisce. Mai.
    È stato bello, oggi, è stato insieme, è stata musica.” (sm)


  • ✔️ ”Ho occhi che non piangono: profondi come le notti in cui chiedi alla luna e lei non ti risponde; ruvidi, aspri, asciutti come quei desideri senza sonno che ti rubano fiato, voce e passi da poterci andare.
    Ho occhi che non piangono, lacrime in piena, sorsi di vita da ingoiarli e bere ciò che si è spento e adesso non riluce.
    Ho occhi che non piangono, e questo non dà pace.” (sm)


  • ✔️”Siamo liberi: e adesso?” (sm)

  • ✔️”Si fecero carne, fin dove poterono. Il resto lo fece l’amore.” (sm)

  • ✔️”Serve silenzio per ascoltare le cose: quelle che ogni sospiro è parola; quelle che ogni tuo sguardo è memoria.
    Serve un silenzio dentro cui, poi, morire.” (sm)


  • ✔️ “Ti prego, Maggio, non promettere se non sai mantenere.” (sm)

  • ✔️ “Sull’isola dei dunque l’approdo è riservato a pochi.” (sm)

  • ✔️ “Come tessere di un mosaico, richiediamo pazienza. Come tessere di un mosaico, siamo disegni d’anima.” (sm)

  • ✔️ “La mia imperturbabilità, misurata in gradi fahrenheit.” (sm)

  • ✔️ ”Di tutto ciò che cresce, e sa di buono.” (sm)

  • ✔️”Raccontami, vita che avanzi a passi arroganti e fermi schiaffeggiandomi la meraviglia dei tuoi mattini dentro agli occhi: narrami del futuro, quello che ancora non mi è dato esser palese; dimmi di me, di ciò che vuoi io sia.” (sm)

  • ✔️”Quando scegli di amarti scava fin giù, fino a raggiungere il fondo: ama le tue forme, la tua testa, le meraviglie e le brutture; ama gli spigoli, le rotondità, i sorrisi e anche le lacrime; ama gli errori commessi, quelli che commetterai ancora, le cose sagge, le avventate; ama la diversità della tua anima, il cuore suturato ad arte, le fragilità e i punti di forza.
    Amati perché sei stronza, buona, docile, selvaggia, libera, prigioniera, dominatrice, sottomessa, guerriera, pacifista, valvassore, vassallo, santa, puttana, vittima, carnefice.
    Quando scegli di amarti scava fin giù, fino a raggiungere il fondo: perché soltanto da lì vedrai, guardando in alto, quanto tu sia immensa e immensamente bella così, esattamente come sei.” (sm)


  • ✔️ “Certe sere sono donne che solo tra noi ci comprendiamo appieno.
    Certi luoghi sono uomini che al tuo immenso bisogno di sentirti amata risponderanno sempre -sono qui-.” (sm)


  • ✔️ “Che belli quelli che, dopo un millennio, esordisci senza nemmeno un ciao -sai cosa mi succede?- e loro -racconta- perché lo sanno che al contrario tu ci saresti uguale; quelli che la frequenza è importante solo quando si parla di suoni e quando ha a che vedere con le persone no, perché altrimenti sarebbe scuola: che quella è d’obbligo sì, ma il resto agli obblighi non compete affatto.
    Che belli, loro: quelli che sono amici, e lo sono davvero.” (sm)


  • ✔️”Altrove, che si legge mare: dove mare significa sale, scogli, quiete anche quando è tempesta, e l’elemento acqua mi diviene madre. Altrove.” (sm)
  • ✔️”Risponderò all’Amore: perché soltanto lui è in grado di porre le domande giuste.” (sm)

  • ✔️”Carnale: come il desiderio di vendetta.” (sm)

  • ✔️”Necessità di difendersi, la chiamano: quella che l’amore no non è finito, l’odio non ti corrode le viscere e men che meno,
    a osservarla per bene, possiede un volto algido, color di noncuranza.” (sm)


  • ✔️”Così, sebbene io ferocemente rifiuti di sentirmelo rinchiuso dentro al petto, ho prepotente il cielo a ricordarmi mio malgrado di possedere ancora un cuore.” (sm)

  • ✔️”Di quando andavo a piedi da scuola fino a casa, macinando chilometri sotto il sole piuttosto che attendere il bus.
    La vita cammina, non aspetta.” (sm)


  • ✔️”Capita, sai, che il silenzio sia un sole che annega.” (sm)

  • ✔️“Io li rammento quegli auguri, sai? Quelli che proprio non immaginavi; che il cuore ti salta su fino alla gola e gocce dissipano il dolore agli occhi lasciandoti stupefatta, ammutolita, felice. Io ancora li rammento quegli auguri ch’era un giorno com’è questo di adesso ed erano anni fa, superati, sepolti.
    Sepolti, sì, però mai troppo bene.” (sm)


  • ✔️”L’altezza dei suoni determina il sentire, descrivendone il colore.” (sm)
  • ✔️”L’estrema prevedibilità dell’imprevedibile.” (sm)

  • ✔️”Sveglia, caffè, latte, un po’ d’arte, sveglia, biscotti, scuola, caffè, lavatrice, pranzo, caffè, un po’ d’arte, scuola, gioco, sorprese, proviamo, merenda, immondizia, sorrisi, no, sì, bronci, sussurri, lividi, urla, doccia, cena, un po’ d’arte, cinema, cuscini, sogni, risvegli, caffè.
    Cicli, poi cicli, poi cicli, d’inizio e di fine, di vai e ritorni, di amori e di odio, di quel che malgrado il mutare non muta: no che non muta, neppure adesso.” (sm)


  • ✔️”Là dove abita un rifiuto certo il masochista accorre privo di esitazione alcuna, il sofista s’interroga su prodromi e ripercussioni e nel contempo il sadico, placidamente assiso sul suo aureo scranno, attende sorridendo.” (sm)

  • ✔️ ”Riesci a sentirtelo addosso il profumo di tutto ciò che, ancora, saprai essere?” (sm)
  • ✔️”Siamo scheletri fragili, tenuti insieme soltanto dalla rabbia.
    Le anime lontane, abbandonate al ricordo di com’era lasciarsi far l’amore.” (sm)


  • ✔️”Le immagini restituiscono di me mani ingrandite: di quelle che penseresti capaci di stringere alla gola fino a soffocare, frantumare, uccidere.
    Eppure la realtà sostiene ch’esse siano piccole, coi polsi esili pronti a esser legati da fili resistenti e pur tuttavia sottilissimi: mani più avvezze a carezzare, sfiorare appena, accogliere, parlare.” (sm)


  • ✔️”Se vendi briciole, io non ho appetito.” (sm)

  • ✔️”L’abuso di illazioni macchia gli abiti, segnando indelebilmente chi li indossa.” (sm)

  • ✔️”È la sera dei sassi che camminano, questa; e degli steli che, tendendosi, abbandonano mille petali bianchi al loro viaggio.” (sm)

  • ✔️”Do ut des: rendere importanza all’importanza del darsi” (sm)

  • ✔️”Occhi assai delicati ha la pazienza, quando ti abbraccia.” (sm)

  • ✔️ ”Tornare infine a tutte le parole molto piccole, semplici, quasi vuote: quelle meno ingombranti; quelle che lasciano ampio lo spazio all’indicibile.” (sm)

  • ✔️ “Basta uno sguardo accarezzato addosso e, d’improvviso, hai nuovamente un volto.” (sm)

  • ✔️”Io sono quel che sono: un crocevia di imperfezioni; un attimo che si è perduto e mai si è ritrovato. Sono la mia stessa fame, e poi la sazietà.” (sm)

  • ✔️ ”Il rintoccare delle campane a mezzogiorno: quel vibrare su quarti di tono che si beffa del sistema temperato.
    Nulla, in fondo, è equabile.” (sm)


  • ✔️ ”Non credo nelle coincidenze:
    nemmeno quando coincidono.” (sm)


  • ✔️”Guardala, adesso, guardami in faccia quest’assenza di requie: sorride.” (sm)

  • ✔️”Giorno dopo giorno una tacca sul muro: per verificare la crescita della tua statura morale.” (sm)

  • ✔️”Non amando i cassetti, ho tutti i sogni sparpagliati in giro. Di tanto in tanto ne ritrovo uno, lo guardo con occhi benevoli e penso perché no: potrei anche realizzarti.” (sm)

  • ✔️ “Mai fidarsi di chi scrive bene.
    Mai fidarsi di chi pensa troppo.”
    (sm)


  • ✔️ “Le mascherine non vi tolgono il fiato?
    Io mi scopro essere, sempre, in apnea.
    Come ogni volta che salgo su un palco.
    Come quando facevo l’amore.” (sm)


  • ✔️”Senza una bocca gli occhi non vedono.” (sm)

  • ✔️”Extrema ratio: per ogni errore, svista o torto subìto prosciogli cuore, corpo e mente da tre peccati a te imputabili. Poi, fatti l’amore.” (sm)

  • ✔️”I gabbiani ciarlano tra loro di chissà quali tempeste in arrivo. Caffè quasi mi ustiona. Non importa.
    Mattina, giorno, forse vita.” (sm)


  • ✔️“Quando appartieni ti cambia l’odore alla pelle: una patina crema ricopre ogni centimetro, penetra i pori e restituisce al mondo una te differente, rimescolata, distorta quasi.
    Quando appartieni ti cambia l’odore alla pelle: anche se non lo sai, se non ci credi, anche se non è quello che vuoi.
    Quando appartieni ti cambia l’odore alla pelle: prova pure a lavarlo, lui non andrà mai via.” (sm)


  • ✔️“I miei capelli hanno iniziato a sbiancarsi che avrò avuto, suppergiù, trent’anni;
    ma la mia faccia no: lei sembra aver scelto di repellere i segni del tempo, che amerebbe abbandonassi la tua età bambina alle spalle, e si ostina a mantenersi pulita, forse a volermi ricordare che terso lo sguardo rimani limpida anche dentro.” (sm)


  • ✔️ ”L’ultima volta è quella che arriva senza alcun preavviso: quella che come mamma gatta ti afferra per il collo trascinandoti via, lontano da pericoli che non riesci nemmeno a percepire.
    L’ultima volta è quella che i segni del morso fanno male, dannatamente male: quella che però, poi, ti salvi.” (sm)


  • ✔️”La musica: quella che, a occhi chiusi e anima spalancata, ti penetra fino a dentro le viscere;
    Quella che muta suono in materia e la puoi sentire, guardare, toccare.” (sm)
    “Quel che non dici” uscirà presto nella sua versione concreta, tangibile: da leggere, ascoltare, collezionare, godere.
    Un lavoro cui siamo profondamente legati, un’edizione limitata all’interno della quale abbiamo scelto di aggiungere, ai sei brani della playlist originale rimasterizzati, una bonus track inedita: “Migrazioni”. Stay tuned, we’re back


  • ✔️”Stereogramma: sfoca l’immagine di ciò che, insistente, cercavi; vedrai apparirti dentro agli occhi -eccolo, è lui, l’istante- quel che di sincero hai trovato.” (sm)

  • ✔️”Credo nella corrispondenza di due corpi che combaciano: due corpi che, seppur completi di per sé, trovano manifesta interezza solo nel penetrarsi, feroci, l’un l’altro.
    Credo che non esista amore senza la voglia costante di assaggiarsi a pelle, carne, muscoli e anche sangue.
    Credo che non esista amore, senza il bisogno prepotente di sbranarsi.” (sm)


  • ✔️ “Tanto da cui fuggire.
    Troppo per cui valga la pena restare.”
    (sm)

My quiet spring – gel printed art journal su cartapaglia riciclata con stencil progettati da me e alcuni dei miei versi- pt1

Primo tentativo di realizzazione di un art journal (letteralmente “Diario d’arte”).

Per questo progetto ho scelto di utilizzare la tecnica del gel printing (monostampa su gel plate), gli stencil che disegno e realizzo personalmente e alcuni dei miei aforismi, versi, brani vari ed eventuali.

Purtroppo in questo primo video, la telecamera era posizionata in modo errato e quindi le immagini, in alcuni punti, risultano traballanti, shakerate direi.
Sorry, ho sistemato la cosa nei video successivi.

L’intero lavoro sarà diviso in sezioni, onde evitare di rendere il tutto troppo lungo e, inevitabilmente, noioso.

Divertitevi!State ascoltanto “L’anno dei sogni” – Arcamiri (la mia band)
Se vi va, potete dare un’occhiata ai nostri lavori cercandoci su Youtube o sulla nostra pagina Facebook

Intanto vi lascio il link del brano

Trovate anche me su Facebook: https://www.facebook.com/inessenziale
e su Instagram: http://www.instagram.com/inessenziale

Divertitevi!
Simona

8 è soltanto un infinito storto

Ciao piccolina, ci risiamo!

Che anno sbieco è stato questo, vero?
Un anno che oggi compi otto anni e io giuro di averti appena partorita; anzi no, forse non ti ho nemmeno partorita ancora, perché le mamme mica li mandan fuori i loro cuccioli se non si sentono al sicuro, se non trovano un mondo nido caldo pronto ad accoglierli e io di certo dentro questa realtà che ci sfugge di mano e si trasforma agli sguardi in mostri famelici di bimbi mica ti ci voglio mandare: sei troppo preziosa tu per sprecarti così, senza pensare troppo alle conseguenze, ai come, quando, dove, chissà cosa accadrà.

Però, riflettendoci: se non ti avessi qui, fuori da me ogni giorno a ridere, scherzare, mettere bronci, baciarti via le ferite, risolvere enormi conflitti esistenzialbambini, litigare ferocemente, come farei adesso?
Come li avrei vissuti questi otto anni senza la tua ironia, il tuo essermi sole e luna, presenza ingombrante e mancanza feroce, peso e sollievo? Come avrei fatto?
No, non sarei vissuta, lo so: non sarei stata quel che mi hai fatta diventare; non avrei avuto mille più mille preoccupazioni e le giornate che sfuggono al mio controllo, riempite solo di te che decentri il mio centro, divenendo tu stessa punto focale, fermo, nodo inscindibile a condizionarmi azioni, pensieri, voglie, sogni e desideri.

Gli ultimi mesi poi senza di te io lo so già, sarebbero stati chiusura, buio, apatia magari e invece si sono spalancati dentro a esperimenti di ogni sorta che “Finirete per esplodere” ma sì dai, cosa sarà mai esplodere, se ogni volta rivoli di campanellini ti vengon fuori dalla bocca e colmano i silenzi alle mie orecchie fino a comporne musica di quella che non smetteresti mai di ascoltarla.
Così ci siamo reinventate scuola, abbiamo guardato telefinoatardi “tanto domani mica ci dobbiamo alzare presto”, duemilavolte la saga di Harry Potter che, ammettiamolo, piace tanto anche a me e dai e dai siamo andate avanti un giorno dopo l’altro a impegni resi gioco, ludoteche casa, saloni truccabimbi che tu sei mostruosamente brava a usare i pennelli, sia che dipinga arcobaleni sui cuscini o usi la mia faccia come tela; abbiamo goduto, lo abbiamo fatto tanto, lo abbiamo fatto come più ci piaceva, del tempo che da un pò ci era stato negato, fagocitate com’eravamo da spostamenti in auto, lezioni, attività varieventuali emblema di una quotidianità che tende a privare della libertà di bighellonare, oziare, muoversi di quel moto non scandito dalle lancette di un orologio che, sappiamo bene entrambe, ci guarda sempre con una certa cattiveria, quasi voglia rubarci lui quello di cui io e te più necessitiamo.

E tu mi sei necessaria, amoremio: come l’aria che se sto troppo tempo sott’acqua, per quanto io da sempre ami esplorare fondali, va via dal mio corpo producendo mille bollicine per poi lasciarmi a soffocare, costringendomi a risalire in superficie.
Risalire, sì, questo tu fai per me: mi obblighi a rialzarmi, risalire, ricominciare il cammino ogni qualvota cado, annego, fermo i miei passi in preda a stanchezze che spesso non riesco a controllare e vengono dal corpo tanto quanto dalla mia testa sempre ingombra di pensieri. Curi ogni mia ferita con il piglio di uno specialista e le attenzioni di un’infermiera amorevole; mi assolvi da peccati che ogni istante commetto nei confronti di me stessa e nei tuoi al pari del più caritatevole dei missionari; resisti come pochi altri e ti adatti a ogni situazione costringendo me, adulta, donna, madre a fare altrettanto per potermi sentire degna di te, dei tuoi sguardi che valutano, delle orecchie che apprendono, delle parole che preparano la meravigliosa persona che sarai da grande.

Che anno strambo è stato, questo, eppure tu non sei cambiata: sei petulante, polemica, permalosa (chissà da chi avrai preso animamia, eh? Chissà…), creativa, dolcissima, coccolona, vivace, assertiva, umorale, istintiva e riflessiva insieme, bimbesca com’è giusto alla tua età eppure saggia al punto da far rimanere noi che ti amiamo sgomenti di fronte a ragionamenti che, forse, ci saremmo aspettati dai tuoi trent’anni e non di certo da questi otto piccini che sono volati via come le rondini quando inizia a far fresco, e il fresco a noi non è che piaccia tanto perchè tu adori l’estate, nuotare, fare tuffi, andare giù come pesciolini e sirene tanto quanto adori maggio perché è il tuo mese: quello della tua festa, quello che sei la regina incontrastata di tutte le attenzioni (come se te ne mancassero, piccola spudorata accentratrice, durante gli altri dodici mesi) e ti senti su un palco al pari di quando reciti e tu, lo sappiamo bene ormai, sei nata attrice al punto che stare di fronte a centinaia di spettatori è naturale come respirare dentro universi nei quali la tua faccia, le mani, il corpo si trasfigurano in ogni personaggo che rappresenti, mentre diviene te.

E la tua festa è oggi.
Oggi è quel giorno che il tuo tema quest’anno doveva essere il colore rosa “no, niente personaggi: il mio tema sarà un colore!” e rosa sia perché, sebbene questo intorno ci appaia decisamente anomalo e tutto sarà rimpicciolito, ridimensionato a cose casalinghe, improvvisate, raccattate qui e là nei cassetti e dentro gli armadi colmi di affetto e voglia di sorridere, io non potevo farti mancare i festoni, il ciondolo speciale che ogni anno m’imponi di prepararti rigorosamente a sopresa e “dev’essere diverso dai regalini che prepari per gli invitati perché io sono la festeggiata”, le decorazioni, i piattini, la torta che adori e mi fai fare sempre quella “mamma, ma se è la mia preferita che vuoi? E’ il mio compleanno, posso decidere?” e anche stavolta sì, decidi tu: come sempre il 23 di maggio e come, in fondo, ti è spesso concesso fare perché mi fido di te, delle tue scelte, delle tue splendide intuizioni, di quel che sei adesso, in questo istante, a 8 anni neonati che segnano un numerocrescita diverso, anche se io ti ho appena partorita.

Notte: interno camera da letto, abbracciandomi forte di quella forza che solo tu sei in grado di essermi

-mmmmmmammatiamo

-anch’io ti amo, amore

-mmmmmmmmmmammatiamotantotanto

Io ironica, quasi sogghignando

-è bellissimo, amore, però vedi di ricordartelo quando sarai adolescente!

-perché?

-quando avrai 12 anni e mi odierai ricordatelo: ricordati che c’è stato un tempo in cui amavilamammatantotanto!

-vabbé mamma, ma io sono una bambina fuori dal comune: magari invece non ti odierò quando sarò adolescente!

-è vero, amore, magari non mi odierai…

 

Cammina Elettra, cammina per le strade della vita sempre così, sicura e forte come il nome che ho scelto per te e mai decisione fu più azzeccata; mai io avrei pensato di poter avere tanto, mai avrei anche solo potuto immaginare che mi sarebbe stato riservato l’immenso onore di esserti compagna nel tuo crescere.
Mai avrei sperato di meritare tutto quel che sei stata, sei, sarai ancora: e ancora sarai tanto, tanto all’infinito.

Perché l’8, sai, in fondo è solamente un infinito storto.

Ti amo, tesoro mio, buon compleanno.
La tua mamma.

 

Raccolta miei aforismi #7 Gennaio-Aprile 2020

GENNAIO 2020

✔️”Ventre esposto, offerto, palpebre chiuse a regalarti una fiducia che ha sapore d’assoluto: questi sono i felini, queste le donne.” (sm)


✔️”Col passare degli anni vieni a maturazione: maturo il pensiero, il dire, l’agire; maturi lo sguardo, il sentire, le labbra, la risposta ai piaceri e finanche la pelle; maturi a tal punto da rendere inutile il
toccarti di chi, quella pelle, non l’ama.” (sm)


✔️”la creatività è nulla, quando la privi del controllo: come quando scrivi, come quando dipingi; come quando fai musica, o fai all’amore.” (sm)


✔️”L’amore si esaurisce, anche quando scegli di chiamarlo amicizia.” (sm)


✔️ “Le appartenenze: quelle che non puoi vivere senza eppure devi; quelle che, dentro, ti colorano il cuore mentre lo massacrano.
Quelle che sono mare.
Quelle che sono persone.” (sm)


✔️”So riaggiustare un po’ tutto: mensole, ante, chiodi, tasselli, viti ormai disperse.
So riaggiustare un po’ tutto: prese, contatti, lampadine, gioielli, giochi massacrati.
So riaggiustare un po’ tutto.
Io, da sola, so riaggiustarmi il cuore.” (sm)


✔️“Rosso cuore, rosso sangue.
Rosso intenso, rosso brace.
Rosso furia, rosso lava.
Rosso fuoco, rosso passione.
Rosso inferno, rosso me.”(sm)


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Com’è nella dannazione dei creativi

Vivo, com’è nella dannazione dei creativi, d’ispirazioni:

sogno quel che dovrà accadermi nella realtà di domani; immagino parole, volti, mani; m’immagino persino labbra, orecchie, occhi, ginocchia e adoro conversare con me stessa come fossi altro da me, senza pudore, reinventando ogni volta soggettioggetti di quotidianità mai avvenute.

Vivo, com’è nella dannazione dei creativi, d’ispirazioni: quando è il momento di essere momento lo decide l’impeto, che mi  sa meglio di quanto io stessa non comprenda me.

Vivo, com’è nella dannazione di ogni creativo, attraverso le percezioni alterate divenute esse medesime vive in ogni cosaessenza che io assaggi, beva, di cui mi nutra, vomiti.

Vivo, com’è nella dannazione di ogni creativo, il mio dedalotesta collegato al fegato, ai polmoni, al cuore: che tu non la vedi una via d’uscita in mezzo a quelle arterie rampicanti, roccevene appuntite,

paretisinapsi taglienti come il ghiaccio lisce di piombo fuso, solide, invalicabili, eppure io la conosco, la conosco bene.

Vivo, com’è nella dannazione dei creativi, di tempi tutti miei per iniziarefinire, amareodiare, rimanereandare dilatati gli occhi dai risvegli improvvisi: quelli che ti fanno capire che abiti, com’è nella dannazione di ogni creativo, un mondo dipinto, scolpito, recitato, cantato destinato a te, soltanto tuo.

Vivo come si vive dentro la dannazione dei creativi: nessuno si permetta di entrare, senza ch’io, ascoltato a fondo quel che ha da raccontarmi il vento, folgorata dalle mie ispirazioni abbia, improvvise, spalancato le porte.

Tanto poi chiudo e sarà sempre e comunque colpa, o merito, delle ispirazioni.
(sm)

Cose

Esistono cose rosse, che non le puoi toccare;
esistono cose blu, che devi proprio assaggiarle.
Esistono cose nere: quelle meglio evitarle;
esistono cose bianche, e sono da ascoltare. Esistono cose grigie, che fanno confusione; esistono cose verdi: loro sono serene. Esistono cose rosa, corolle ballerine: quelle no, non mi piacciono, coi loro trine e merletti. Esistono cose viola, sono le mie preferite: che lì rosso e blu si fondono e giocano a godere.
Esistono cose e cose, colori e poi colori: tutti sanno insegnare, tutti sono persone.
(sm)

Rinasco

Rinasco, adesso: come una primavera che non vuole arrendersi, come un rintocco di campane la domenica che è mezzogiorno e il sole quasi ti acceca, come una Pasqua che stropiccia carte di uova colorate piene di piccole sorprese inutili che comunque ti stupisci ancora, come l’amore che custodisco gelosamente in petto e tu non lo vedi eppure non avrà mai fine.

Rinasco, adesso, dentro il rosa che non ho mai apprezzato particolarmente eppure esiste, a ricordarmi che dentro la gentilezza si nasconde il mondo; e questo mondo storto, oggi, rinasce nonostante noi. (sm)

Buona Rinascita.

Dimmi, hai presente?

Hai presente quando non sai che dire?

Quando ti senti una mano stretta intorno alla gola e respiri a fatica, respiri a fatica?

Hai presente quando non sai come poterlo dire?

Quando ti senti una morsa intorno al petto e articoli a fatica, articoli a fatica?

Hai presente quando non lo sai dire?

Quando ti senti una corda legaccio delle braccia e ti muovi a fatica, ti muovi a fatica?

Hai presente quando? Hai presente te? Hai presente me? Noi?

Hai presente, adesso, che ho un abbraccio amore qui, sospeso in bocca che mi sto masticando fra i denti e ho paura d’ingoiarlo privandomi così per sempre di ogni possibilità d’inviarlo e, per te, di riceverlo?

Hai presente io sono qui anche se non ci sono?

Hai presente?

Dimmi, hai presente?

(sm)

Siamo

Siamo quelli che un se potrei ci rende briciole e poi polvere; che due lingue non sono sufficienti a costruire un bacio; che due impudiche mani non bastano a diventarci sesso: il sesso vero.

Siamo quelli nati sbagliati, nella testa, in mezzo alle cosce e ancor più giù, fino al fondo del cuore.

Noi siamo quelli che, corpo immerso dentro il corpo giusto, sanno esserti qualcosa che assomiglia terribilmente all’Amore.

(sm)

Sette

Sette: come i nanetti di Biancaneve, che poi non mi è mai piaciuta così tanto questa favola, ma sette sono e pur sempre sette rimarranno, tal quali le lune che festeggeremo oggi.

Sette come le mila leghe sotto i mari, che di avventure io e te, mio mostriciattolo, in questi sette anni ne abbiamo vissute tante, tante, tante e tante ancora ne abbiamo da sentirci sulla pelle e sui sorrisi, sugli occhi, sulle mani e intero il corpo. Continua a leggere